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PROVE INVALSI

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SITO WEB INVALSI

I.C.MARCONI – DATI INVALSI 2015-2016   

 

Chi deve sostenere le prove INVALSI?

Le prove INVALSI coinvolgono tutte le scuole d’Italia, statali e paritarie, e tutti gli studenti delle classi interessate, per questo vengono dette “censuarie”. Dal 2013-2014, le classi interessate sono la II e V della scuola primaria; la III della scuola secondaria di primo grado e la II della scuola secondaria di secondo grado.

Che cosa valutano?

Le prove riguardano due distinti settori di apprendimento, Italiano (lettura e grammatica) e Matematica. Non valutano il singolo alunno o la singola classe, ma gli apprendimenti che gli alunni, nel complesso, conseguono nelle classi e ordini scolastici di riferimento. Quello che si ricava dalle prove INVALSI è dunque una valutazione di sistema.

A che cosa servono?

Servono solo a fare statistiche e a sprecare soldi”; “torturano i bambini e contrastano con l’inclusione”: sono commenti presenti nei social e blog frequentati o gestiti da insegnanti. Per molti di loro, dunque, le prove INVALSI sono inutili, se non dannose. Lo scopo dichiarato delle prove, tuttavia, è di alto profilo istituzionale: valutare il sistema scolastico per migliorarlo. Sulla scuola infatti si dicono tante cose diverse (“funziona, non funziona, ha grandi pregi, ha grandi difetti…”), ma spesso questi pareri non sono basati su dati concreti. La valutazione di sistema offerta dalle prove INVALSI lavora appunto in questa direzione: fornisce dati concreti e affidabili sul reale funzionamento del nostro sistema scolastico, per misurarne e migliorarne l’efficienza.
Anche se si possono avere opinioni diverse sulle prove, e le critiche sono senz’altro da tenere in considerazione, assicurarne il miglioramento e la migliore riuscita possibile è un dovere istituzionale a cui la scuola e i suoi operatori non possono sottrarsi.

Come vengono ricavati i risultati delle prove?

I dati relativi ai risultati delle prove vengono ricavati da quel campione di classi, rappresentative di tutte le aree geografiche e situazioni socioeconomiche, in cui la somministrazione e registrazione dei risultati delle prove vengono eseguite da un osservatore esterno, allo scopo di garantire la maggiore attendibilità possibile dei dati.

Come vengono divulgati i risultati delle prove?

I dati, frutto di elaborazioni statistiche e psicometriche dei risultati grezzi, vengono pubblicati ogni anno nel Rapporto dei risultati (Rilevazione nazionale degli apprendimenti anno XY) che viene reso disponibile sul sito INVALSI (www.invalsi.it) dopo non più di due mesi dall’effettuazione delle prove. Nel Rapporto nazionale, i risultati delle prove vengono presentati anche disaggregati per regione, maschi e femmine, alunni italiani e stranieri, alunni in anticipo, regolari e in ritardo.

Che cos’è il cheating?

La restituzione dei risultati a tutte le scuole è programmata per settembre, in modo che la loro lettura possa essere utilizzata dagli insegnanti per mettere a punto la propria programmazione didattica. Da alcuni anni le scuole ricevono tavole composte con dati che vanno dal livello di scuola a quello di classe e riguardano anche le singole domande, i diversi ambiti delle prove e i processi cognitivi indagati.
Nei dati restituiti alle scuole, laddove il fenomeno risulta statisticamente evidente, viene inserita la correzione del fenomeno di cheating (si pronuncia “citing”), cioè l’assunzione di comportamenti scorretti in fase di svolgimento della prova o della registrazione dei risultati. In questi casi, attraverso una procedura statistica, i punteggi di ogni studente vengono corretti in base alla probabilità che ha la classe dello studente, di aver falsato i dati a proprio favore. (Il cheating nelle scuole italiane)

Come possono essere utilizzati nella didattica?

I dati possono essere fonte di riflessione didattica. Essi permettono di individuare quali sono stati i punti di maggiore difficoltà incontrata dagli alunni, di individuarne i motivi e di riflettere sulle possibili strategie per porvi rimedio.
Tutti i fascicoli delle prove eseguite dagli alunni vengono comunque lasciati a disposizione delle scuole. Essi, ripresi in mano a posteriori, possono contenere molte informazioni. Confrontando infatti ciò che hanno fatto i singoli studenti con le percentuali di risposte corrette o errate date a ciascuna domanda dalla classe e con la guida alla lettura, che illustra le caratteristiche del compito, si possono osservare molti elementi non rilevabili dalla sola lettura dei dati.                                                                               Estratto da: www.giuntiscuola.it